feb 13 2012


Speciale Palermo 2012 … un sindaco per domarli, un sindaco per ghermirli e nel buio incatenarli…

Allora … aggiorniamo brevemente la situazione… Dopo i batti e ribatti, spesso anche poco pacati nel centrosinistra per capire chi avrebbe tirato il rigore causato da questi ultimi anni  di fallosa gestione Cammarata, accortisi che intanto la palla se n’era andata per conto suo, e che quindi no rigore e no party, si è giunti ad una soluzione. Primarie. Quattro marzo. I candidati da 15.000 si sono ridotti a 4: Borsellino, che, diciamolo pure, si sente in vantaggio e forse lo è, Monastra, quella che: no, le primarie proprio no, Faraone, che invoca le primarie dal 1802 e l’epurato Idv Ferrandelli. Il Terzo polo ha espresso la candidatura di Costa, 34 anni e già una pettinatura improponibile ed aria da “cummenda”. Da par suo, invece, resta a guardare il Pdl, non scioglie il nodo Micciché, ma non lo conferma, Mister X potrebbe anche essere Lagalla, che nega, o Vizzini, ma la verità è che Berlusconi intende aspettare fino all’ultimo per strappare il Sì di Tevez.

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feb 02 2012


Come si cambia

Published by under Ritorno al futuro

Domenica, 7 novembre 2004. Nasceva Eihwaz, un blog a quattro mani portato avanti dal sottoscritto e da un fidato amico. Nasceva in un’epoca transitoria, in cui il blog era il nostro unico social, e che social. Tutti avevano un blog, o magari tutti ci provavano. Il nostro aveva un discreto successo e diversi commentatori abituali. Erano tempi in cui ci si dedicava ancora alla cura della grammatica, in cui non si passavano le giornate a macinare “mi piace” e link cazzoni e ci si esprimeva in prosa, non in caratteri limitati. Si dialogava di più, ci si conosceva di più e meglio, ci si sceglieva per come e cosa si diceva, non sulla base di una lontana conoscenza o una foto di profilo. E, devo dirlo, eravamo tutti un pò più fighi. Ripubblico il manifesto di quel blog, la scrittura era un pò incerta ed ero ancora malato di periodite, serviva una bombola d’ossigeno per leggersi un periodo tutto d’un fiato … se non altro ora qualche punto lo metto. C’è molto comunque in quei vecchi post del me che ero, e molti, ora che splinder chiude, non meritano di essere tolti all’umanità … penso che ne riproporrò qualcuno. (ah, la mail indicata non esiste più… inutile cliccarci).

Manifesto del partito Eihwaziano

Questo Blog nasce dalla voglia (± reale) di persone (± reali) di raccogliere in un contenitore di secrezioni mentali, tutto ciò che si fa largo prepotentemente nella nostra testa, dal pensiero più profondo alla più immane cazzata, che magari sono troppo corte per scriverci un libro, troppo stupide per farci un film (benché la stupidità nel cinema non abbia ancora conosciuto limiti), troppo profonde per andarne a parlare da Marzullo, troppo normali perché ne parli il tg4, troppo poco gossippare perché ne parli Studio Aperto o semplicemente troppo …boh… per essere definite e che stanno tutto il giorno lì a fare eco tra le pareti del cervello e di trasporle nero su bianco (…o bianco su nero… verde su arancione, blu su giallo… poi ognuno si mette lo sfondo che gli pare, l’importante era rendere il concetto…) anziché lasciarle lì ad occupare spazio inutile… insomma, una specie di hard disk suppletivo della mente… in modo da poterci concedere ogni tanto un bel click col tasto destro e selezionare “svuota cestino”. Noi, provinciali dell’orsa minore, alla conquista degli spazi interstellari e vestiti di grigio chiaro per non disperdersi, ma che possiamo vestirci anche di altri colori, era giusto per fare la citazione colta… Noi che non ci ispiriamo a Che Guevara, né a Mao, né tantomeno a Mussolini, né a Lenin né a chiunque altro… che tanto le cazzate ci riesce bene anche farle da soli… Noi che quando vediamo in Tv gli operai che asfaltano vicino al treno crediamo sempre ingenuamente che la ragazza nello scompartimento, per far fronte al cattivo odore, chiuda il finestrino …com’è logico che sia… e invece no, quella Spafff, ti appiccica un assorbente sulla bocca dell’aria condizionata, che fra l’altro era l’unica aria respirabile che avevano lì dentro(1)… Noi che soffriamo per la condizione in Italia e sogniamo l’espatrio e noi che vediamo in diretta Tv la rielezione di Bush e per fortuna che non siamo espatriati…Noi che non siamo antiamerica, bel posto, ma gli americani proprio un si capiscono…Noi che siamo anime immortali dentro corpi vuoti a rendere… Noi che ci incazziamo per niente e ci scazziamo per meno… Noi ancora convinti che i puffi esistano, mentre lo sanno tutti che si sono estinti quando è caduta la cortina di ferro… Noi che non abbiamo dedotto da una frase del vangelo che è meglio un imbianchino di Le Corbusienne … però sappiamo che costerebbe meno far risorgere quest’ultimo per commissionargli un’opera piuttosto che far ritinteggiare una stanza… Noi che …ok, va bene se scappa un “perké” o c’esce un “cmq” o un “ke” qui e là … ma odiamo chi eccede nell’uso della K ed inneggiamo lo slogan «io “Kui” non posso entrare» … chi volesse usare tale imbastardimento grammaticale vada a scrivere “xdono” nel blog di Tiziano Ferro… In pratica Noi… le solite vecchie teste di minchia (che l’autocorrezione del word cambia ripetutamente in “mischia”…bah) ;-)

P.S. non siamo lobbyzzati e chiusi, volessi scrivere anche tu in main page del blog basta mandare una mail di presentazione con qualche riga a questa mail. Astenersi perditempo e fanatici della democrazia. No ampio parcheggio.

(1) Spot tv molto noto all’epoca.

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gen 23 2012


Pisci Ranni #1 Il Vecchio Marinaio

Published by under Pisci Ranni

- Racconto senza vignette a causa dello sciopero del movimento dei Forconi che non ha consentito l’arrivo del camion con le vignette illustrative. -

Quando cominciai a calcare le travi di una bagnarola non ricordo neanche l’età che avevo. In tutta franchezza non ricordo di preciso neanche l’età che mi ritrovo adesso. Poco male. Basti sapere che ho passato talmente tanto tempo su quelle trappole galleggianti da guadagnarmi l’appellativo di Mastro. Mastro Planking, per servirvi, una vita spesa sui vascelli di Sua Maestà britannica a lisciare, pulire, incatramare e poi issare, cazzare, cimare per guadagnarmi un nome, una posizione ed una pigione da bruciare nelle peggiori bettole di tutto il Dorset e nelle scommesse ordite in gran segreto in certi dock del porto di Southampton. Credo di aver bevuto così tanto nella mia vita da poter riempire un piccolo mare di rum e mentirei se dicessi che mi è bastato, ma superiore al liquore ed alla passione per le donne è la mia conoscenza del grande mostro, il mare, e delle sue leggende. Sì, perché il mare non è quello che tutti pensano, acqua su acqua che si muove, spinto dalle correnti, sopra una massa enorme di altra acqua. Il mare è vivo, respira, si muove, si arrabbia e si placa. Le onde altro non sono che il rigonfiarsi del suo mostruoso torace, il vento ne è il fiato e le nuvole le ciglia. Può addirittura capitare, in certe notti, di sentire voci, suoni, bisbigli. Sono solo alcuni dei mille segreti nascosti dal grande mostro e delle divinità che lo popolano, lo domano e lo governano. Dei iracondi, suscettibili ed esigenti, che possono spezzarti il vascello sotto le gambe in un batter di ciglio. Di questo  e di altro pensavo di aver piena conoscenza, e di altro ancora in più rispetto all’altro pocanzi etichettato come “altro” … ma non avevo ancora avuto a che fare con quell’abominio sospinto dal vento noto ai più come il leggendario Pisciranni e con la sua eretica ciurma. In quel tempo navigavamo senza sosta per i mari dei Caraibi, la brama di comando del comandante Carson ci teneva lontani dall’Inghilterra da mesi ormai ed a forza di trasportare spezie ed armi temevamo che quando ci sarebbe stato da sparare avremmo potuto confondere il cumino con la polvere da sparo. Avevamo sentito parlare di questo Pisciranni, ma, come accade per tutte le leggende avevamo le dovute contromisure, offrivamo sempre dovuti rispetti agli dei del mare, benché Carson non ne fosse poi tanto convinto, in ogni caso cercavamo in tutti i modi di evitare le isole malagueñe. Tutti sapevamo di questa oscura nave alta centinaia e centinaia di piedi con vele nere come la signora della morte ed un equipaggio di maledetti secondi per sete di arrembaggio solo al loro comandante, ma in mesi di navigazione pacifica nessuno di noi aveva avuto la sfortuna di incrociarla, e dire che di imbarcazioni ne avevamo incontrate a mai finire, tutti per lo più legnacci, niente a che vedere al nostro grande Starry Night, orgoglio della Reale Marina Britannica. Ma il destino si sa, è curioso, così come, si sa, non tutte le leggende del mare si possono vedere con gli occhi e toccare con mano, però ,ribadisco, si sa, esistono, eccome… si sa. Mancavano solo poche settimane al ritorno a casa, mai viaggio era stato più piatto e noioso, agitato solo, malauguratamente, dalla boria di Carson che non aveva occhi per se stesso e per la figura di sé che tiranneggiava sul ponte di comando della Starry Night in quel mare nient’affatto increspato. Una mattina il tempo sembrava non promettere niente di buono, grosse nuvole di tonalità preoccupanti di grigio si rincorrevano prepotentemente invogliate dal vento, era solo il preludio ad una delle frequenti tempeste tropicali che battevano quei dannati mari e che avevamo finora evitato. Eravamo tutti uomini d’esperienza, e benché i marosi sbattessero la Starry Night a destra e a manca il solido legno britannico e le nostre braccia nodose la domavano alla perfezione. D’un tratto, però, un rintocco di campana si fece largo tra i rumori della burrasca. Non era la nostra, un marinaio sa riconoscere la campana della propria nave. Cercammo a lungo, quando, all’orizzonte, un esile brigantino solcava le acque agitate come se stesse attraversando un lago di burro fuso. Era incredibile. Un’imbarcazione così insulsa, di diverse spanne più piccola della Starry Night eppure così salda tra le onde, come se la tempesta ci fosse solo per noi. Non appena il brigantino ci affiancò lo riconoscemmo subito, era la stessa bagnarola di pescatori fannulloni che avevamo deriso giusto il giorno prima, mentre prendevano in massa il sole, sorseggiando ottimo rum incuranti dei pesci che abboccavano, come si trovassero in una di quelle balorde feste caraibiche. Una condotta ai limiti del blasfemo e inaccettabile. Anche ora, in mezzo alla tempesta, non avevano ancora perso la loro indolenza e ci guardavano sorridendo e salutando con la mano. Di lì a poco, il vento aumentò d’intensità, ma quegli sciagurati non accennavano a mollarci, tanto da urtare la già infima suscettibilità del comandante Carson, finché uno di loro, uno più gracilino e vestito di nero, non fece un cenno con la mano, che autorizzò un pronto marinaio ad issare vessillo pirata. Carson la prese a ridere, erano di molto inferiori in numero ed in potenza di fuoco a noi, e di certo le condizioni del mare non li avrebbero favoriti in uno scontro. Continue Reading »

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gen 06 2012


La non voluta sindrome di Shrek

Published by under Le Brevi Considerazioni

Che in questi periodi post natalizi si guardi più tele visione è innegabile. D’altra parte in quale altro momento dell’anno le programmazioni dismettono qualche showaccio e rimpinzano i palinsesti di filmetti leggeri e/o storicamente epici? Purtroppo, però, ciò che si sta rendendo realmente preoccupante è il gergo utilizzato in gran parte degli spot pubblicitari. E quelli non cambiano. Avete mai notato come, al variare dei periodi, anche il linguaggio si uniformi? Tanto per cominciare c’è una sorta di sindrome di Shrek, per la serie schifoso ma simpatico nonostante la sua intenzione sia di sortire l’effetto inverso, e anche in questo caso penso che l’intento dei creativi pubblicitari fosse tutt’altro… E così sui nostri schermi ciondola il Viscido Catarro, già fortunato a non possedere un vezzeggiativo o un diminutivo come nel caso reiterato dei Diavoletti dell’Inverno, che, oltre a tormentare i gargarismi della famiglia boccasana, arreca danni ai poveri automobilisti non gommati misclen … probabilmente perché quella silhouette dell’omino misclen era ancora impegnato nel corpo a corpo con la pompa di benzina cattiva… e mentre in tutto ciò la Marcuzzi viene proclamata reginetta del gonfiore… L’apoteosi è raggiunta dai germi dei denti che fanno l’haka … “Siamo batteri coi denti neri, siamo schifosi con l’alitosi, parodontosi , la gengivite, parodontite. PLACCAAAAA!” Vuoi mettere?

[e in tutto ciò tra uno spot e l’altro c’è ancora spazio per il tizio col pennello grande che no il grande pennello per la parete grande ecc… ecc…inghiale].

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gen 05 2012


Un omaggio con sei anni di ritardo

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Ci approcciammo al mondo dei blog nel 2004. Ci divertivamo. Ci chiamavamo Eihwaz (chiunque abbia seguito l’epopea dei nomi dei miei siti può benissimo intuire di chi è stata l’idea del nome), io mi celavo sotto l’oscuro nome di GabriR, mentre sotto le spoglie di JackOLantern era Alfonso. Eihwaz era una sorta di mito nel suo piccolo, avevamo un fottio di visite e persino gli avventori commentanti abituali, come i bar che hanno i clienti fissi, quelli a cui fai lo sconto o certe volte addirittura dici … vai vai, offre la casa. Poi la vita, si sa, fa cose strane, e spesso ci si perde. Non avevamo per niente esperienza, tuttavia, avevamo un modello, un blog simile negli intenti al nostro, senza pretese, ma incredibilmente piacevole alla lettura. Frittole. Ritrovandomi in una notte insonne a rileggere la mail con cui Splinder, nostra piattaforma storica, annunciava la chiusura, mi è tornata la voglia di leggere i vecchi post di quel blog, che spesso commentavo. Mi era capitato altre volte di visitarlo, ma fermandomi alla data dell’ultimo aggiormanento mi limitavo a pensare che semplicemente avevamo smesso più o meno nello stesso periodo e che non c’era niente di nuovo. Avevo colpevolmente omesso di leggere l’ultimo post, in cui si parlava della dipartita di Giorgio, questo era il nome di Frittole, penso causa malattia, sicuramente troppo presto. Scopro che era un collega, scopro tante altre cose… ma poco importa, per me era semplicemente Fritt ed è a Fritt che voglio dedicare questo mio pensiero. Abbiamo fregato un sacco di mp3 dal suo blog, molti ci sono piaciuti… spesso a Jack più che a me devo dire il vero… Siamo orgogliosi di campeggiare ancora lì, tra i blog che hanno asilo a Frittole e mentre io mi dannavo a cercare una grafica dignitosa, lui se ne usciva con un semplice “questo template è sponsorizzato dall’associazione daltonici, è appena visibile con explorer, ma con mozilla fa assolutamente pena e con netscape non parliamo. Anzi ne parliamo?” Semplice, poco curato, ma assolutamente geniale. Non capitava di rado di riconoscere nei suoi post scorrevolissimi anche la nostra opinione. Non abbiamo avuto il piacere di conoscere Giorgio, ma Fritt lo apprezzavamo davvero. Chiudo con un pezzo che, ricordo, fregammo ai tempi dal suo blog e che ci presentò questi tizi a noi ignoti.

Buon viaggio Fritt, quando mi vedo con Jack la prima birra è per te.

P.S. Spero non te la prenda a male se aggiungo il tuo “esegesi del nulla” accanto ad “actualizacao diaria”, già omaggio a Jose Saramago…

 

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gen 04 2012


Propositi per l’anno nuovo. Edizione 2012

Salve amici e pseudotali, benvenuti nel 2012… Mi sono permesso, in questi primi 4 giorni di mandato del nuovo anno, di produrre una lista di buoni propositi scientificamente elaborati dai nostri ricercatori senza contratto secondo una serie di congiunture che tengono conto di fattori ben determinati quali il momento storico-socio-politico in cui ci troviamo, i cambiamenti climatici e della dieta mediterranea…

  1.  Regola numero uno, fondamentale ed intrasgredibile, affrontate questo nuovo anno con misurato egoismo. Non siate assolutamente individualisti o troppomenefreghisti, tuttavia, un pensiero al fatto che altrimenti “un ce se campa” fatelo. Ricordatevi, in ogni caso, la parola misurato e tutto andrà per il verso giusto. Rispettate le opinioni altrui, rispettate specialmente chi vi è vicino, ma scegliete tramite accurato esame di coscienza autoreferenziale. Coi tempi che corrono serve.
  2. Leggete. Proponetevi di leggere almeno 7 libri quest’anno. Molti avranno storto il naso pensando “così tanti?” altri l’avranno fatto pensando “così pochi”? Avrei dovuto dire almeno 12, ma la doppia cifra spaventa sempre quando si tratta di letture. Ricordatevi: tempo per la lettura è tempo per voi in cui nessuno potrà interferire. Anche questo serve. Ovviamente non importa che libri, che temi o altro … la cultura è svalutata, andrebbe bene qualsiasi cosa.
  3. Andate a correre o a giocare o a fare sport all’aria aperta almeno una volta al mese… Vi aiuterà a ricordare che esiste una natura splendida e sapere che le foglie continueranno ad essere verdi qualsiasi livello raggiunga lo spread tra bund e btp aiuta. Gli altri 29 giorni del mese li passerete a ripetervi “devo tornarci”…
  4. Ascoltate almeno una canzone degli anni 60.
  5. Ascoltate almeno una canzone poco impegnata e dal ritmo allegro. E’ una vita che faccio il critico musicale dalla puzza sotto al naso, detestando qualsiasi sfogo commerciale e danzereccio. Ma alla fine la realtà è che gli anni ’70 sono (per fortuna) finiti da molto, io sono alla soglia dei 30 e con l’aumentare delle responsabilità … ascoltare qualche minchiatella allegra, talvolta, di certo non può che giovare.
  6. Innamoratevi almeno 6 volte. Se 4 di queste volte vi sarete innamorati della stessa persona tenetevela stretta (se collabora, niente coercizione, mi raccomando). Non vi perdete in calcoli secondo cui vi converrebbe stare con questo piuttosto che con quell’individuo. Ricordate che il bene è sovente nemico del meglio.
  7. Smettetela con la ligabuiana storia del mondo all’altezza dei sogni che avete… Fatevi grandi sogni e vedete VOI di essere alla loro altezza. Un pò d’impegno, che cavolo!
  8. In ultimo, comunque vadano le cose, nel bene o nel male, vivete. Ne vale sempre la pena.
  9. Continuate-Cominciate-Riprendete a leggere questo sito. Costantemente. Con insistenza.
  10. Doveste mai incrociare una Grande Punto celestina di notte … CALATE QUEI CAZZO DI FARI, è una cosa che proprio mi infastidisce.

E siccome sono un Signore … eccovi qua un video che vi permetterà, pensate, in un colpo solo, di assolvere ai punti 4 e 5 della nostra scientificissima lista!

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dic 31 2011


2012

Published by under Le Brevi Considerazioni

     Non penso servano altre spiegazioni. Un augurio sentito … posato … semplice. Come tutti gli anni, e non serve un mago per dirlo, ci saranno cose belle e brutte, è inevitabile, l’importante che possiate, che possiamo, affrontarle sempre con l’atteggiamento giusto. Auguri amici lettori (e non).

P.S. …ovviamente l’immagine si clicca e si ingrandisce, non rimetteteci gli occhi qui che mi prendo pena!

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Actualização diária